PROFILO CRITICO DI WALTER CECCARELLI

Se non fosse per le firme, i dipinti di Walter Ceccarelli non si direbbero essere tutti dello stesso artista. Infatti c’è una grossa differenza fra i primi lavori e i più recenti. Questo aspetto poliedrico della personalità artistica di Ceccarelli dipende da una continua elaborazione teoretica, tesa a definire una nuova poetica che ritrovi la natura nell’arte: la Releaser Art.
La difficoltà ad inquadrare la sua pittura in una ben determinata corrente artistica contemporanea rappresenta la caratteristica peculiare della personalità dell’autore che spazia dall’arte alla scrittura, dalla storia alla scienza. Infatti Walter Ceccarelli non è solo pittore, ma anche autore di libri, lungometraggi, illustrazioni, articoli scientifici, saggi e organizzatore di mostre internazionali. Parlare di Walter Ceccarelli pittore è dunque un’operazione incompleta, poiché questo è solo uno dei suoi molteplici volti, tuttavia è di Walter Ceccarelli pittore che qui si intende parlare.
I suoi primi contatti con la pittura avvengono quando è ancora uno studente di liceo artistico: già da allora, contrariamente agli insegnamenti accademici, egli si sente spinto a ritrarre la natura nelle sue svariate forme. A diciotto anni realizza ad olio, sul retro dello sportello di una finestra di casa, Intercomunicazioni spazio/temporali: da quella esperienza ad oggi non ha più smesso di dipingere.
Durante gli anni dell’Università inventa un’originale poetica che definisce “dello spazio-tempo a sezioni plastiche” (di queste opere ne ha “salvate” pochissime). Laureatosi in architettura inizia la collaborazione in studi privati senza retribuzione, naturalmente, e per sopravvivere percorre la via della pittura commerciale. È una via che gli permette di guadagnare il minimo per tirare avanti, ma gli impedisce di perseguire il suo obiettivo fondamentale: conoscere se stesso attraverso la pittura. Per questo motivo presto abbandona tale strada e fa ritorno al lavoro ispirato. Ma non riprende da dove aveva lasciato, cioè dalla sua prima poetica, ritenuta interessante ma poco identificativa del suo sé più profondo e tutto da conoscere; decide invece di ricominciare dalla natura.
Nei primi anni Ottanta, per dare una vetrina ai suoi nuovi dipinti, entra a far parte dei “Cento pittori di via Margutta”. Ne esce tre anni dopo, come dichiarato da Ceccarelli, “schifato”: la strada non era come lui si aspettava una vetrina per la pittura di ricerca, bensì una via per venditori ambulanti. Deluso, ma per niente demoralizzato, durante il periodo marguttiano inizia a realizzare una serie di grandi “quadri” come La conquista della gallina dalle uova d’oro e Le tre piramidi. Nel frattempo si interessa alla storia dell’arte e all’ornitologia, alternando alla pittura la scrittura e il birdwatching.
Negli anni Novanta scrive ed illustra Predatori fra le nuvole, un libro dove parla dei suoi incontri con le specie di rapaci che si possono incontrare sul nostro territorio. Agli inizi del Duemila realizza, insieme all’Accademia Nazionale d’Arte Antica e Moderna, due rassegne dedicate all’Arte Animalista, di cui la seconda a livello internazionale; mostre che vedono la partecipazione dei maggiori artisti animalisti viventi. In occasione di queste due esposizioni redige i cataloghi delle opere in “vetrina”, delle opere relative alla grafica animalista e delle opere dello scultore britannico Barry Driscoll.
Nell’ambito di queste manifestazioni viene presentato al pubblico e alla stampa il primo “Manifesto dell’Arte Animalista”, firmato dall’Accademia Nazionale d’Arte Antica e Moderna, dall’Unione Europea Esperti d’Arte e dall’Associazione italiana per l’Arte Naturalistica.
È qui che Ceccarelli intuisce una nuova poetica: la Releaser Art.
Il nuovo millennio lo vede impegnato a portare avanti i suoi studi nei vari settori. In campo ornitologico pubblica i risultai delle sue ricerche su riviste di Enti pubblici e privati; in campo storico artistico pubblica il monumentale “Racconto performante di un argonauta intellettualmente curioso in viaggio nella storia dell’arte”, dove raccoglie le sue considerazioni e le sue letture relative a tutte quelle opere che hanno segnato l’evoluzione dei linguaggi artistici dell’area culturale occidentale, dalla preistoria ad oggi. Dagli anni Dieci del Duemila oltre a dipingere, scrivere ed esplorare mari, monti e campagne, inizia a realizzare documentari. Fino ad oggi ne ha girati cinque.
Nonostante gli impegni profusi su vari fronti, la sua produzione artistica non subisce arresti e si concretizza nei dipinti riprodotti in questa galleria virtuale. Tutta la sua pittura, dagli inizi del Duemila ad oggi, non è altro che una costante ricerca di definizione della Releaser Art. I lavori che vengono presentati in questa galleria virtuale sono la testimonianza delle tappe di questa ricerca tutt’ora in corso.

Stefano Liberati
Presidente
Unione Europea Esperti d’Arte