La natura sapiente sa come dialogare con la luce per apparire altra da se; la natura dietro la spinta della luce si reinventa

COS’È LA RELEASER ART
  • L’uomo come ogni altro essere animato vive in natura immerso in un universo di releaser.
  • I releaser sono tutte quelle forme, colori, suoni, odori, comportamenti innati, palesemente visibili, udibili, odorabili, il cui scopo è indurre un individuo, il ricevente, a comportarsi in modo da soddisfare le aspettative di un altro individuo, l’emittente.
  • In determinate situazioni, gli individui emittenti mettono in risalto disegni, colori, suoni, odori, spesso associati a comportamenti enfatizzati, cioè mettono in mostra i releaser, per sollecitare delle risposte.
  • I releaser si distinguono, a seconda degli organi di senso coinvolti, in visivi, auditivi, olfattivi, tattili. Spesso i singoli releaser si trovano associati in una stessa performance.
  • I releaser obbediscono a schemi profondamente radicati nel codice genetico di ogni specie; sono pattern interattivi la cui messa in funzione altera momentaneamente il “profilo abituale” di chi li emette.
  • I releaser sono estremamente importanti; essi sono alla base della sopravvivenza stessa. Il loro numero e il loro peso sono enormi.
  • In qualità di pittore, i releaser di cui mi occupo sono quelli visivi.
  • I releaser visivi, se osservati con occhi liberi dal nozionismo, possono produrre in un pittore suggestioni metafisiche, astratte, surreali o di altro genere.
  • Queste suggestioni visive sono costituite da elementi strutturali tenuti insieme da rapporti spaziali suscettibili di equilibri e assonanze; alla disciplina che individua questi rapporti ho dato il nome di Releaser Art.
  • Alla Releaser Art non interessano i releaser in sé ma le risposte che i releaser producono nell’artista.
  • Le suggestioni releaser sfuggono all’obiettivo della macchina fotografica; per testimoniare le suggestioni releaser c’è la Releaser Art. Portare alla luce queste suggestioni è quello che mi sono proposto di fare con la Releaser Art.
ORIGINE DEL TERMINE
  • Il termine “releaser” che ho scelto per definire questa mia ricerca artistica non  l’ho preso dal vocabolario, ma da Konrad Lorenz. Più esattamente il termine usato dal padre dell’etologia per indicare tutta una serie di mezzi e comportamenti finalizzati alla comunicazione sociale fu “auslöser”. È stato Niko Tinbergen che nel suo libro “Social behaviour in animals”, tradusse auslöser con releaser. In Italia il termine lorenziano è stato tradotto come segnale-stimolo ritualizzato.
RELEASER E POTERE
  • Anche nell’uomo, in quanto animale sociale, agiscono i releaser, ma con una differenza: i releaser umani sono controllati dalla volontà.
  • I “mud man” (uomini fango), della Papua Nuova Guinea, ad esempio, durante gli scontri con tribù antagoniste, indossano maschere di fango per darsi un aspetto spettrale e incutere terrore nell’avversario. Scopo di questo travestimento è indurre il nemico a soddisfare il loro desiderio di evitare lo scontro. La reazione indotta dal mascheramento dei mud man in chi pratica una disciplina artistica è materia d’interesse della Releaser Art.
  • L’effetto percettivo indotto nell’uomo dai releaser visivi potrebbero spiegare alcuni aspetti riguardanti l’origine delle rappresentazioni del mondo ultraterreno. Le immagini delle divinità sono anche il risultato della propulsione ai releaser visivi radicata nell’uomo, impulso che lo spinge a creare vistosità in grado di suggestionare il prossimo al fine di controllarne le reazioni.